Atto di fondazione del “Drappobianco Movimento Popolare”

Articolo 1 – Costituzione e scopi

Oggi 8 dicembre 2014 alle ore 20 circa i sottoscritti “fondatori”, sono riuniti presso l’abitazione del Signor Giuseppe Caggiano in Carugo via S.Isidoro per procedere alla costituzione e così costituiscono il Movimento del Drappo Bianco (più oltre anche “il Movimento” oppure il “DrappoBianco” ed in sigla DMP).

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di fondazione originale.

 Il DrappoBianco movimento popolare è costituito in libera associazione, laica e senza scopo di lucro, retta secondo gli art. 36 e seguenti del codice civile italiano, e promuove in Italia la cultura del Buon Governo fiscale secondo il regime tributario ottimale inteso come quello appena sufficiente a coprire una spesa pubblica complessiva (statale e locale) che, a parità di servizi resi, non supera quella più contenuta e virtuosa fra quelle comparabili dei Paesi del libero mercato.

Lo scopo del Movimento è, più precisamente, quello di vedere attuata in Italia la Riforma integrale della spesa pubblica e del complessivo prelievo tributario attraverso una drastica riforma dell’intero apparato politico e amministrativo che, sull’esempio delle esperienze delle democrazie occidentali ed in particolare delle migliori economie miste di mercato della tradizione europea dal 1945 ad oggi, conduca l’Italia a raggiungere i seguenti traguardi:

  1. riduzione drastica e nel minor tempo possibile della complessiva spesa pubblica, prioritariamente di quella improduttiva, attraverso la scelta comparativa (benchmark) fra i relativi indici statistici espressi in Italia dalle diverse esperienze locali e all’estero dalle diverse economie del libero mercato comparabili a quella italiana, per arrivare ad eguagliare, a parità di servizi resi, quella più virtuosa,
  2. riduzione drastica e nel minor tempo possibile dell’apparato burocratico italiano, centrale e locale, in misura necessaria e sufficiente a fornire i servizi pubblici essenziali, secondo una disamina comparativa come sopra indicato, per arrivare ad eguagliare, a parità di servizi mediamente resi nelle economie di libero mercato, il più virtuoso rapporto costi-benefici comparabile,

  3. tendenziale uguaglianza della spesa pubblica fra le varie regioni italiane in base all’indice di popolazione combinato con quello della distribuzione regionale del PIL, delle effettive risorse locali, dei servizi assicurati ai cittadini, della spesa pubblica effettivamente distribuita e di ogni altro utile indicatore,

  4. liberazione di risorse economiche da destinare agli investimenti produttivi, ricerca e sviluppo, per raggiungere, secondo un’analoga valutazione comparativa, la più virtuosa produttività fra le economie comparabili dei Paesi del libero mercato,

  5. conseguente drastica riduzione del carico e dell’evasione fiscali,

  6. volontarietà e gratuità sostanziale di ogni e qualsiasi prestazione, officio o carica di nomina politica, centrale o locale, ad eccezione del puro rimborso delle spese rigorosamente giustificate e la sola indennità di carica che assorbe ogni altra somma, col limite massimo risultante dalla relativa media europea e comunque complessivamente non superiore alla misura del reddito medio italiano.-

Il Movimento ribadisce e promuove i diritti naturali della persona, soprattutto il diritto a vivere una esistenza dignitosa, concretamente affrancata dalla povertà, dal bisogno e dalla imposizione fiscale oppressiva, e persegue il Principio di uno Stato che attraverso l’imposizione fiscale mite e ragionevole, assicura la concreta possibilità per ognuno di acquisire col risparmio le necessarie risorse per una tale esistenza, per lo sviluppo economico del singolo, delle famiglie e delle imprese. Il DrappoBianco Movimento Popolare ripudia l’accumulazione eccessiva delle ricchezze che non derivano dalla produzione e dallo scambio di beni e servizi ed in particolare quelle che derivano dalle attività finanziarie di puro azzardo e non partecipano concretamente al ciclo di produzione e scambio di beni e servizi, promuove l’equa distribuzione delle opportunità materiali e di crescita fra tutti i cittadini, favorisce la migliore mobilità sociale e riconosce come meritevoli di tutela i risultati economici e patrimoniali così acquisiti dai cittadini e dalle imprese.-

Il Movimento afferma i Principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, della Costituzione della Repubblica Italiana, i valori supremi della fratellanza e della tolleranza fra gli uomini senza distinzione di nascita, di credo religioso, di classe, di censo, di credo politico, di genere o di inclinazioni sessuali ed esalta l’azione civica di ogni singola persona e dei cittadini riuniti nelle loro libere organizzazioni, all’insegna del contributo fattivo e disinteressato di ciascuno come unico vero grande fattore di sviluppo e di progresso dell’intera società.-

Articolo 2 – Adesione al Movimento

La vita e la gestione del Movimento sono informate al principio democratico declinato nelle forme più semplici e dirette avvalendosi dell’opera volontaria e gratuita degli associati per implementare le attività di incontro, studio, seminario, dibattito e promozione culturale, di volontariato, solidarietà sociale, di promozione civica e politica, attività queste consone allo scopo proprio del DMP.

Gli associati si iscrivono al movimento solo dopo aver assunto solenne impegno di entrarvi non spinti da alcun interesse egoistico, di promozione personale, di carriera, tanto meno da interessi materiali o di potere ma solo per spirito di dedizione alla causa del movimento che mira al progresso della società civile attraverso il contenimento strutturale di spesa pubblica ed imposizione fiscali . Agli associati non spetta, quindi, alcun compenso per l’opera da essi svolta in detta totale gratuità volontaria, salvi i rimborsi spese strettamente legati alla attività proficuamente svolta per conto e nell’interesse del Movimento ed in base a rigorosa giustificazione contabile.

Articolo 3 – Requisiti e qualità degli associati

Possono aderire al Movimento tutti i cittadini italiani di irreprensibile e specchiata fama civile e politica, che negli ultimi 4 anni non abbiano avuto alcuna carica o responsabilità significativa in formazioni comunque politiche o partitiche, che non siano iscritti ad altra formazione politica o partitica, che condividano i Principi e gli scopi del Movimento e dei quali non si possa comunque predicare una pregressa costumanza con il sistema dei partiti politici, tantomeno attraverso l’uscita e l’ingresso in diverse formazioni.
L’iscrizione al Movimento avviene su richiesta del singolo accettata dal Consiglio Direttivo secondo il Regolamento che il Consiglio Direttivo emanerà entro tre mesi da oggi (“Regolamento”).

E’ facoltà del Consiglio Direttivo non accogliere domande di adesione al Movimento qualora esso ritenga a suo insindacabile giudizio che il richiedente non presenti i requisiti di ammissione o sia animato da interesse personale divergente con il necessario spirito di collaborazione assolutamente disinteressata.-

La perdita dei requisiti di ammissione al Movimento come pure la violazione degli obblighi dell’ associato sono causa di espulsione dello stesso dal Movimento.

Il Diniego di ammissione come l’espulsione sono decisi con provvedimento scritto e motivato dal Consiglio Direttivo, assunto a maggioranza e, per il caso di espulsione, con voto segreto e comunque sempre nel pieno contraddittorio con la parte interessata.

Gli associati hanno il diritto di partecipazione e di elettorato attivo e passivo nel movimento secondo il “Regolamento” che il Consiglio Direttivo emanerà entro tre mesi da oggi ricoprendovi a seguito di elezione democratica, le rispettive cariche istituzionali.

L’associato ha l’obbligo:

  • di versare la quota annuale di partecipazione al Movimento determinata secondo le sue regole interne;

  • di non avversare lo scopo del Movimento e di non causarne comunque discredito attraverso una condotta civile riprovevole o contraria ai Principi del Movimento;

  • di non ostacolare le attività del Movimento attraverso una azione che rallenti comunque la spinta ideale degli associati, le attività promosse o progettate, il dibattito democratico interno, che favorisca la costituzione di gruppi o correnti, il settarismo o la diffidenza fra gli associati;

Il Presidente, su proposta del Consiglio Direttivo, ha la facoltà di procedere alla nomina di associati onorari ai quali spetta lo status di associato.

Articolo 4 – Patrimonio del Movimento

Il patrimonio del Movimento è costituito:

  1. dalle quote associative annuali determinate dal Consiglio Direttivo e dai contributi integrativi straordinari, eventualmente deliberati in relazione ad esigenze straordinarie, dalla Assemblea Ordinaria su proposta del Consiglio Direttivo;
  2. da contributi liberi e volontari pubblici o di altre associazioni, dai proventi delle attività di autofinanziamento e da ogni altro tipo di entrata ammessa dalla legge

La gestione del patrimonio del Movimento è affidata al suo segretario-tesoriere e sotto il diretto, continuo controllo del Consiglio Direttivo.

Il rendiconto economico comprende l’esercizio dell’Associazione dal l° Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno, va presentato dal Segretario-Tesoriere al Consiglio Direttivo per l’approvazione entro 30 giorni dal 31 dicembre di ogni anno e deve rappresentare con chiarezza veridicità e trasparenza la complessiva situazione economico-finanziaria del Movimento

I proventi di qualunque attività del Movimento non potranno, in nessun caso ed in qualsiasi forma essere ripartiti tra gli Associati ma rimarranno a beneficio del Movimento medesimo fino al suo eventuale scioglimento.-

Articolo 5 – Organi del Movimento

L’Assemblea dei fondatori (che con la sottoscrizione del presente atto da parte dei fondatori si ha per convocata e costituita nella persona dei medesimi) nomina seduta stante Presidente, vice Presidente, Segretario-Tesoriere e Consiglio Direttivo del Movimento.

Il Consiglio Direttivo è composto di tre membri i quali scelgono al loro interno il Primo Consigliere con funzioni di direzione del Consiglio stesso, si riunisce a cadenza mensile ovvero all’occorrenza anche in ogni tempo e delibera a maggioranza.

Successivamente l’Assemblea è convocata almeno una volta all’anno dal Segretario tesoriere per l’approvazione del rendiconto economico, per il rinnovo delle nomine del Consiglio Direttivo e dello stesso segretario tesoriere.-

L’Assemblea nomina al proprio interno il rispettivo segretario di seduta che dirige le riunioni e ne redige il verbale, e delibera a maggioranza semplice dei presenti ed anche per delega.

Al Presidente (ed al vice Presidente per l’assenza o l’impedimento di quello) spetta la rappresentanza del Movimento, al Consiglio Direttivo spetta la gestione ordinaria e straordinaria del Movimento, la definizione della sua linea culturale e politica ed il controllo sull’attività delle restanti cariche. Al Segretario tesoriere competono le attività di segreteria del Movimento e della gestione contabile del suo patrimonio.

Tutte le cariche sono elettive, durano un anno salvo proroga fino all’effettivo avvicendamento e salva la rielezione per non più di tre mandati consecutivi, sono assolutamente gratuite e personali cioè non delegabili con altre cariche interne e danno adito al solo rimborso delle spese sostenute, giustificabili e giustificate come sopra.-

Articolo 6 – Organizzazione territoriale

L’organizzazione del movimento sul territorio è ispirata alla maggiore semplicità.
Il movimento ha sede in Carugo via S.Isidoro n. 34/36 e non ha sedi distaccate o territoriali ma solo fiduciari locali scelti fra gli associati al Movimento e nominati a tempo dal Consiglio Direttivo che li può revocare a suo insindacabile giudizio per giusta causa ovvero per l’opportunità della migliore gestione e promozione degli scopi del movimento.

Articolo 7 – Risoluzione delle controversie

Ogni controversia che dovesse sorgere fra gli associati ovvero fra associato e Movimento, a riguardo della attività del Movimento o nel Movimento ovvero ancora a riguardo della appartenenza allo stesso, della interpretazione delle sue regole statutarie e regolamentari e della relativa corretta applicazione sarà risolta da una terna di arbitri per dirimere la questione non in termini giudiziari o secondo legge ma quali amichevoli compositori secondo giustizia equità e buon senso ed in veste di amichevoli compositori.
Ogni parte in contesa nomina il proprio arbitro fra gli associati e questi nominano il terzo arbitro, anche all’esterno del Movimento, con funzione di Presidente del Collegio arbitrale la cui decisione assume la veste di accordo fra le parti onde è inappellabile e definitiva.

Articolo 8 – Norme transitorie e di procedura

Il Consiglio Direttivo, nel termine ordinatorio di mesi tre da oggi, proporrà all’Assemblea degli associati l’approvazione di un regolamento che regolerà più minutamente la vita del Movimento e che potrà anche modificare il presente Atto fondativo.

L’Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo, potrà in ogni momento deliberare di trasformare l’associazione oggi costituita in una associazione riconosciuta.

Il Segretario tesoriere è autorizzato ed incaricato di procedere all’eventuale registrazione del presente atto fondativo, al deposito del nome del Movimento e dei suoi segni distintivi ai fini della sua migliore tutela. I diritti di privativa sul nome e sui segni distintivi del Movimento appartengono collettivamente ai sottoscritti fondatori i quali ne riconoscono la paternità morale al fondatore Giuseppe Gaggiano.

Le iscrizioni al movimento successivamente alla presente avverranno mediante sottoscrizione del presente atto fondativo in segno di adesione allo stesso.-


A questo punto i sottoscritti fondatori con votazione unanime procedono alla nomina dei seguenti organi :

a Presidente il Signor               Giovanni Scaccia

a Vice Presidente il Signor        Giuseppe Caggiano

a Segretario tesoriere il signor   Lorenzo Paparella

Il Consiglio Direttivo viene nominato nelle persone degli associati

Giuseppe Caggiano

Lorenzo Paparella

Alessandro Burgio

L’atto viene concluso alle ore 21,00 e sottoscritto dal suo estensore Signor Giuseppe Caggiano quale presidente della seduta all’uopo nominato.

Giuseppe Caggiano

Il Drappobianco cerca sede in città

In cambio il gruppo si impegna a riqualificare
gli spazi utilizzati.

L’appello arriva direttamente dal fondatore Giuseppe Caggiano ed è rivolto a chiunque potesse fornire un locale per riunioni ed incontri con i cittadini.

Il gruppo non ha grande pretese e nella nuova sede si prefigge l’obbiettivo di espandersi e farsi conoscere anche in altri territori avendo un altro punto di riferimento locale nel comasco.

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