Se foste come Matsuoka…

Direte: “come chi?”. Come Toshikatsu Matsuoka: ex ministro giapponese all’agricoltura (da settembre 2009 a gennaio 2010), deputato dal 1990 per il Partito Liberal Democratico del paese del sol levante.

Ecco: anche in Giappone, come in tutti i paesi e ovunque entri la politica, capita che ci siano i furbetti. Gente che fa faccende sue, poco chiare, senza vergogna. Che prende in giro chi, invece, si da da fare realmente.

Una brava persona si vergogna anche davanti a un cane.
(Anton Cechov)

Politica e denaroIo mi vergogno!

Matsuoka, invece si vergognava di essere stato coinvolto in queste cose. Era implicato in una indagine perché sembrava avesse accettato una bustarella da 27 milioni di Yen. Sosteneva che era un supporto per la sua campagna politica e il parlamento giapponese avrebbe dovuto pronunciarsi sulla possibilità di processarlo.

Attenzione: non era a processo. C’era il sospetto che fosse corrotto e non la certezza legale.

Ma in condizioni che in Italia farebbero sorridere l’inquisito (che probabilmente non verrebbe nemmeno processato, figuriamoci andare in galera), Matsuoka si vergognava.

Matsuoka potrebbe anche essere stato una carogna, non lo sappiamo. Ma aveva questa cosa che molti nostri politici non hanno: la vergogna.

(NON) Prendete esempio

Matsuoka si è suicidato in un appartamento per parlamentari a Tokio, nel gennaio 2010. Aveva 62 anni.

Il tutto per 27 milioni di Yen. La cifra astronomica di cui parliamo è di ben… 218.000 euro e spiccioli.

Una roba che da noi, probabilmente, può far sorridere: nel febbraio di quest’anno, il giro d’affari delle bustarelle è stato stimato con una cifra che va dai 70 ai 100 miliardi di euro.

Con un pizzico di vergogna, da noi, ci sarebbe un’ecatombe.

Ecco: a noi i suicidi di massa non interessano. Ci basterebbe che la gente che gioca sporco, si levasse di torno.

Includendo anche quelli che fanno favori agli amici, agli amici di amici e drogano il mercato usando i soldi della collettività come se fossero carta igienica.

Mentre a noi sono costati tempo, sudore e fatica.

Vergognatevi!

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Il Drappobianco cerca sede in città

In cambio il gruppo si impegna a riqualificare
gli spazi utilizzati.

L’appello arriva direttamente dal fondatore Giuseppe Caggiano ed è rivolto a chiunque potesse fornire un locale per riunioni ed incontri con i cittadini.

Il gruppo non ha grande pretese e nella nuova sede si prefigge l’obbiettivo di espandersi e farsi conoscere anche in altri territori avendo un altro punto di riferimento locale nel comasco.

Contattaci

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi